Monselice

Monselice

Monsélice (Monselaxe in veneto) è un comune italiano di 17 599 abitanti della provincia di Padova in Veneto, situato a sud del capoluogo. Il conferimento del titolo di città a Monselice risale al 7 giugno 1960. I quartieri di Monselice sono: Centro, Montericco, Carmine, San Martino, Costa Calcinara (o Redentore), Marco Polo, San Giacomo (o Frati); invece le frazioni di Monselice sono: Ca’ Oddo, Marendole, Monticelli, San Bortolo e San Cosma. Il significato di “Monselice” deriva da mons silicis, in relazione all’estrazione della pietra dal colle attorno a cui si stende il paese, o da “mons elicis” (monte delle selci), da una specie presente sullo stesso colle, o ancora monte di selce a causa delle cave di selce sui colli circostanti. La città è menzionata da Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum come una delle poche città della Venetia (assieme a Padova e Mantova) a non essere occupate da Alboino tra l’estate e l’autunno del 569. Sicuramente in città si trovava una guarnigione bizantina. Dopo la caduta di Padova nel 601, anche Monselice fu conquistata nel 602 dai longobardi di Agilulfo. Nell’XI secolo un aumento della popolazione locale favorisce nuovi insediamenti abitativi e alla metà del XII secolo Monselice viene elevata al rango di Comune, entrando nel XIII secolo sotto la giurisdizione di Ezzelino III da Romano. Questi, vicario in terra veneta dell’imperatore tedesco Federico II, amplia e perfeziona il sistema di mura, che viene a chiudere completamente il centro abitato. Si devono inoltre ad Ezzelino la ristrutturazione del Mastio sulla sommità della Rocca, la costruzione della Torre civica e l’edificazione del Palazzo oggi detto appunto “di Ezzelino”, che costituisce parte importante del Castello di Monselice. Le proprietà degli Ezzelini furono certosinamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel 1260. All’inizio del XIV secolo la città è al centro di un’aspra contesa militare fra il vicario imperiale Cangrande della Scala, signore di Verona, e la signoria dei Carraresi di Padova. Nel 1327 i Carraresi si impadroniscono definitivamente di Monselice e ne fanno l’avamposto difensivo di Padova verso sud. In questa strategia viene ampliato e ulteriormente fortificato l’impianto delle mura di Ezzelino, che assumono nella seconda metà del XIV secolo la loro configurazione definitiva: una cerchia esterna provvista di torri e di monumentali porte di accesso e quattro cerchie interne, che risalgono la Rocca fino al torrione sulla vetta. Ma il momento di massima capacità difensiva della città coincide con l’inglobamento, avvenuto nel 1405, di Monselice nel territorio della Repubblica di Venezia, la cui vocazione era maggiormente indirizzata sia ai traffici e ai commerci, che alla pratica militare.

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